5G e digitalizzazione sono un’opportunità di crescita per le Pmi”, sostiene il report Why Telecoms Matters

Le pmi rappresentano oltre il 99% di tutte le imprese dell’UE, danno lavoro a circa 100 milioni di persone e rappresentano più della metà del PIL europeo. Il loro successo è quindi essenziale per la competitività dell’Europa. Tuttavia, le piccole e medie imprese sono anche meno digitalizzate rispetto alle imprese più grandi, perché non impiegano personale con le necessarie competenze in materia di trasformazione o IT o con la capacità di gestire soluzioni digitali”.

È quanto sostenuto nel report “Why Telecoms Matters”, pubblicato da Vodafone, che approfondisce limportante ruolo che avranno la connettività 5G e la digitalizzazione dellindustri dimostra come la connettività di prossima generazione (5G) e la digitalizzazione dell’industria per stimolare l’innovazione, aumentare l’efficienza industriale e migliorare i servizi pubblici in Europa, rappresentando – sostengono gli autori del report – un’opportunità da 1.000 miliardi di euro per lEuropa”.

Sul fronte delle imprese, il report commissionato da Vodafone mette in evidenza che il 94% delle Pmi affronterebbe meglio i rischi futuri se si investisse in digitalizzazione. Mentre le imprese più grandi hanno le risorse e la scala per investire in soluzioni su misura, le Pmi potrebbero trarre enormi benefici da soluzioni e prodotti pronti alluso a prezzi accessibili (“plug and play”). “ La connettività e la digitalizzazione – si legge nel report – aiutano le PMI ad accedere a nuovi mercati, raggiungere nuovi clienti, attrarre talenti e innovare. Le PMI digitalizzate registrano un aumento medio del 26% dei ricavi rispetto alle controparti non digitalizzate, garantendo così che siano connesse e adottino strumenti digitali è essenziale per il loro futuro successo e per il successo delle comunità che sostengono”. Secondo il report la connettività agisce come un catalizzatore essenziale per le piccole imprese per: trovare e tenersi stretti i clienti, ad esempio attraverso le-commerce; avere una forza lavora robusta e produttiva; tenere sotto controllo e i costi e avere un business efficiente; adottare misure di cybersecurity e resilienza contro gli attacchi informatici. 

Gli autori della ricerca sostengono che la digitalizzazione dell’industria grazie alla connettività 5G avanzata può rappresentare la “quarta ondata” della rivoluzione industriale con un valore stimato di 2.000 miliardi di dollari all’anno per il solo settore manifatturiero, mentre si stima che lInternet of Things (IoT) possa generare un valore di 12,6 trilioni di dollari in tutti i settori a livello globale entro il 2030.

Tuttavia, secondo il rapporto, lEuropa è ancora lontana dal raggiungere gli obiettivi del Decennio digitale 5G. Ne emerge limportanza di facilitare investimenti per le infrastrutture 5G, per non lasciare l’Europa di fronte a un vuoto di finanziamenti di svariati miliardi di euro, aumentando il vantaggio di Stati Uniti e Cina in aree di crescita come l’intelligenza artificiale e la sicurezza informatica.

Oltre a soffrire di una carenza infrastrutturale, proseguono gli autori del report, lEuropa soffre anche di una carenza di competenze digitali: la Commissione stima che 9 su 10 lavori richiederanno competenze digitali entro il 2030, ma appena la metà della forza lavoro europea le possiede. In termini di occupazione, l’UE ha raggiunto solo il 47% dei 20 milioni di specialisti ICT di cui ha bisogno. L’industria europea ne risulta frenata, soprattutto perché l’adozione dell’IA, dei big data e del cloud da parte delle grandi imprese è bassa, rispettivamente, all’11%, al 19% e al 45%. Investire per sostenere la forza lavoro e le generazioni future a sviluppare competenze digitali necessarie per prosperare nei mercati del lavoro futuri sarà un fattore di differenziazione fondamentale per la competitività dellEuropa.