Competenze e lavoro: il mismatch che frena la crescita dell’Italia

Il divario tra le competenze richieste dalle imprese e quelle possedute dai lavoratori rappresenta un ostacolo strutturale alla crescita economica del Paese. Questo tema è stato al centro del convegno “Imprese e Scuole in Rete per il Superamento del Mismatch”, moderato da Luigi Monfredi, giornalista di Rainews24 e organizzato da ExpoTraining, che si è tenuto giovedì 6 marzo a Roma, nella prestigiosa cornice della Camera dei Deputati. 

«Il mismatch non è un problema nuovo – ha affermato Umberto Maerna, deputato e componente della Commissione Attività Produttive –. Tuttavia, oggi, all’indomani della pandemia, i lavoratori manifestano esigenze diverse, come una maggiore attenzione al welfare e la possibilità di accedere allo smart working». Secondo Maerna, è necessario individuare soluzioni innovative, tra cui una proposta di legge recentemente approvata in prima lettura alla Camera, che prevede un maggiore coinvolgimento dei lavoratori nella gestione delle imprese.

Le istituzioni locali giocano un ruolo chiave nel colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro. Lo hanno sottolineato i rappresentanti di alcune Regioni presenti al convegno. Valeria Mantovan, assessore a Istruzione, Lavoro e Formazione della Regione Veneto, ha citato studi internazionali secondo cui «nei prossimi anni il 44% delle competenze richieste nel mercato del lavoro subirà un’evoluzione». Per affrontare questa sfida, è essenziale un dialogo costante tra istituzioni, imprese e il sistema di istruzione e formazione professionale. Mantovan ha evidenziato come il Veneto investa «annualmente 100 milioni di euro nella formazione e conti su un sistema ITS con 100 corsi e 2.500 iscritti».

Il quadro è ancora più complesso in Sardegna, dove il tasso di occupazione è fermo al 50%, ben al di sotto della media nazionale del 62%, mentre la disoccupazione giovanile raggiunge il 42%. «Abbiamo un tasso di dispersione scolastica tra i più alti in Europa e un grave problema di spopolamento», ha avvertito Desirè Alma Manca, assessore al Lavoro della Regione Sardegna. Per contrastare questa situazione, è stata introdotta l’iniziativa “F.I.L.O. Sardegna – Filiere Innovazione Lavoro Occupazione”, finalizzata a rafforzare le competenze dei lavoratori esistenti e a facilitare il reclutamento di nuove risorse qualificate per supportare la crescita delle imprese.

L’adeguamento delle competenze è fondamentale anche per affrontare le grandi transizioni in corso, in particolare quella digitale, che rischia di lasciare indietro una parte della società. «La tecnologia corre a una velocità che spiazza aziende, lavoratori e imprenditori» ha ammonito nel suo intervento l’Assessore al Lavoro dell’Emilia Romagna Vincenzo Colla, secondo cui in un contesto di stagnazione demografica, la priorità è favorire il rientro dei talenti italiani dall’estero, evitando così il rischio di perdere competitività nel settore manifatturiero.

Un punto di vista differente è stato espresso dal presidente di Inapp, Natale Forlani: «Non è un problema che le persone lascino il Paese, semmai la vera questione è la scarsa attrattività dell’Italia».

L’inverno demografico è stato al centro dell’intervento di Egidio Sangue, direttore di Fonditalia. «Nei prossimi 20 anni, il numero di persone che lasceranno il mondo del lavoro sarà superiore a quello dei giovani che vi entreranno. È quindi urgente investire sul capitale umano e sviluppare nuove competenze, anche alla luce dei cambiamenti geopolitici che potrebbero riportare in Italia settori manifatturieri precedentemente delocalizzati in Cina e India».

Sulla necessità di investire ha insistito anche Nicola Patrizi, presidente di FederTerziario, evidenziando la bassa produttività delle aziende italiane, dovuta a scarsi investimenti in tecnologia. «Spesso si cerca di compensare questa carenza con nuove assunzioni, ma senza un’adeguata innovazione il rischio è quello di mantenere salari bassi e una competitività ridotta». Patrizi ha ribadito l’importanza di puntare sulla scuola, l’unico strumento capace di formare i lavoratori del futuro e rispondere alle sfide di un mercato del lavoro in costante evoluzione.