Sicurezza sul lavoro dopo il Coronavirus

Coronavirus, cosa cambierà nei prossimi mesi per la sicurezza sul lavoro

Le industrie e le aziende italiane si preparano alla partenza della “fase 2”, che prevede la riapertura di molti stabilimenti e sedi di lavoro ma in totale sicurezza per tutti. Una partenza scaglionata non solo nel tempo ma anche per regione. Proprio in questa fase bisogna stabilire metodologie e misure importanti che andranno rispettate per tornare a produrre, ed è allo studio un protocollo da parte degli esperti.

Dal Piemonte al Veneto, attraversando tutto lo stivale per raggiungere anche le regioni del Sud Italia, gli esperti stanno studiando un vademecum per la riapertura degli industrie e delle aziende in totale sicurezza, che varrà per un periodo medio-lungo per evitare ulteriori contagi di ritorno e una seconda epidemia di casi anche al termine della fase più acuta.

La situazione della fase 1

La pandemia da Coronavirus ha costretto molte aziende a rivedere il proprio modo di lavorare, garantendo a tutti i lavoratori sicurezza e salute. Chi ha potuto ha messo in atto lo smart working, consentendo quindi ai dipendenti di portare avanti le proprie mansioni da casa. In altri casi le aziende hanno momentaneamente sospeso le attività, facendo affidamento sugli aiuti messi in campo dallo Stato per l’emergenza. In altri ancora la produzione e la vendita sono continuate grazie a misure di sicurezza (mascherine, guanti, tute, copriscarpe, vetri di protezioni e distanziamento sociale) e igienizzazione degli ambienti.

Le misure di sicurezza per la fase 2

Ora che si progetta l’avvio della fase 2, con la riapertura di molte aziende e industrie, è necessario attivare una serie di meccanismi di sicurezza negli ambienti di lavoro, per tutelare dipendenti, collaboratori e le rispettive famiglie, ma allo stesso tempo garantire la ripresa dell’economia. L’allarme sanitario durerà ancora diversi mesi, in attesa che venga trovato e prodotto un vaccino. Per questo sia dal punto di vista economico che logistico andranno adottati dei modelli organizzativi da attivare in ambito lavorativo, scolastico e sociale, magari anche suddivisi regione per regione, con alcuni territori che potrebbero ripartire prima rispetto ad altri (ad esempio alcune regioni del centro sud con meno contagiati rispetto a quelle del nord).

Sicurezza sul lavoro per il rientro dal lockdown per il Coronavirus

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Le attività commerciali

I negozi, esclusi al momento quelli in centri commerciali o outlet dove non sarebbe possibile evitare l’assembramento, potranno riaprire dopo aver attuato una sanificazione degli ambienti. Un’operazione che verrà svolta quotidianamente, come avviene già nei supermercati e attività commerciali rimasti aperti nel periodo di quarantena. Inoltre saranno da stabilire orari di apertura al pubblico, con ingressi a turno per consentire di mantenere la distanza minima di almeno un metro, e ovviamente con tutte le protezioni (mascherine e guanti) sia da parte dei dipendenti che dei clienti. Sarà possibile sostare all’interno dei negozi solo il tempo necessario per gli acquisti. Alle casse dovranno essere inserite delle barriere in plexiglass (un discorso che riguarda anche i taxi e le auto a noleggio). I centri estetici e parrucchieri potranno riaprire solo su appuntamento e garantendo anche in questo caso la massima sicurezza.

Le aziende e le industrie

Bisognerà prima di tutto valutare quali lavoratori potranno rientrare e quali invece potranno continuare a lavorare in modalità smart working, attivando magari la formula dell’alternanza durante la settimana lavorativa, come molti enti hanno già fatto durante il periodo di quarantena. Andranno prima di tutto rivisti gli spazi all’interno delle aziende, apportando migliorie per contrastare la diffusione del virus come ad esempio un distanziamento delle scrivanie e l’utilizzo di app che avvertano quando si sta superando la soglia di distanza prevista. Bisognerà rendere chiari i percorsi per evitare “traffico” nei corridoi.

Tutti i dipendenti dovranno rispettare delle regole che metteranno al primo posto la sicurezza dell’intero staff: dispositivi come gel disinfettanti per le mani e pulizia delle scrivanie. Nelle grandi fabbriche, così come negli aeroporti o nelle stazioni, potrebbero essere attivati degli scanner per misurare la temperatura corporea. E proprio per evitare che ci siano troppe persone che si muovano negli stessi orari (e ovviamente con i mezzi pubblici) le aziende potrebbero attivare degli orari ridotti e scaglionati sia in entrata che in uscita. Nelle prossime settimane potrebbero essere attivati anche degli screening sanitari, con tamponi o test seriologici.