Fondi Interprofessionali: FederTerziario e UGL presenti al tavolo di confronto presso il Ministero del Lavoro

Ruolo dei Fondi Interprofessionali e proposte per permettere loro di incidere maggiormente nella crescita del sistema economico italiano sono fra i temi di maggior rilievo affrontati al Tavolo di confronto tra Governo e Parti sociali per la revisione del quadro regolamentare dei Fondi Interprofessionali convocato lunedì 14 luglio presso il Ministero del Lavoro. Presenti per FondItalia le Parti Sociali costituenti: FederTerziario e UGL, rappresentate rispettivamente dal Segretario generale Alessandro Franco e dal Segretario Confederale Luca Malcotti.

«È necessario rafforzare il ruolo dei Fondi Interprofessionali, che oggi svolgono una funzione sociale importante a favore di disoccupati, inoccupati e lavoratori in cassa integrazione – è il commento di Alessandro Franco, Segretario generale di FederTerziario –. Pertanto, in qualità di rappresentanti della micro e piccola impresa, riteniamo fondamentale che i Fondi possano essere utilizzati anche per la formazione dei datori di lavoro di imprese con meno di 15 dipendenti, che rappresentano l’ossatura del nostro sistema produttivo. Per farlo – ha proseguito Franco – servono maggiori incentivi. Bisognerebbe alzare il tetto dello 0,30% o, quantomeno, eliminare il “prelievo forzoso” che sottrae risorse economiche alla formazione soprattutto per Fondi che, come il nostro,  rappresentano micro e piccole imprese. D’altro canto i dati del Rapporto INAPP dimostrano che il decreto sulla restituzione del “prelievo forzoso” a Fondi che avessero pubblicato Avvisi dedicati ai cassintegrati, non ha dato i risultati sperati, sia per la difformità di partecipazione, che per il vincolo della contemporaneità tra periodo di sospensione dell’attività lavorativa e avvio della formazione di difficile applicabilità proprio per micro e piccole imprese».

«Condividiamo la necessità di adeguare i regolamenti di gestione dei Fondi, che ormai sono datati – ha dichiarato Luca Malcotti,  Segretario Confederale UGL –. I  Fondi Interprofessionali sono una delle non molte esperienze di successo nel campo delle politiche attive e chiediamo quindi al Governo di investire di più su quello che è diventato il primo asset della formazione continua in Italia. La sfida adesso è quella di elevare la qualità della formazione anche attraverso la semplificazione e la digitalizzazione dei processi, ma anche ponendo le risorse raccolte dai Fondi al di fuori della disciplina degli aiuti di Stato ed all’ambito di applicazione del Codice degli appalti. L’UGL chiede –  ha concluso Malcotti – che i Fondi siano sgravati da inutili orpelli burocratici e vengano misurati sulle effettive performance di spesa e sulla efficacia della formazione che erogano ai lavoratori».

«FondItalia condivide pienamente le riflessioni espresse dai rappresentanti di FederTerziario e UGL, le Parti costituenti il Fondo – ha commentato alla luce delle precedenti dichiarazioni Egidio Sangue, Direttore di FondItalia – che hanno evidenziato con chiarezza l’importanza strategica dei Fondi Interprofessionali come strumenti centrali nel sistema delle politiche attive per il lavoro, capaci di accompagnare i lavoratori, proteggendoli dal declino delle competenze in loro possesso, oltre a rappresentare una risorsa preziosa per le micro e piccole imprese, cuore pulsante del nostro sistema produttivo. Il nostro impegno sarà, dunque, quello di continuare a lavorare affinché i Fondi Interprofessionali siano sempre più strumenti di crescita, innovazione e inclusione, contribuendo a rafforzare il sistema formativo e a favorire uno sviluppo sostenibile e competitivo del nostro Paese. È fondamentale, a tal riguardo – ha concluso Sangue – che le risorse siano utilizzate in modo strategico e che i Fondi siano misurati in base ai risultati concreti raggiunti e alla qualità delle attività formative erogate».