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Franco: «La formazione dei lavoratori può fare la differenza nella ripartenza del Paese»

Siamo giunti alla conclusione di un anno difficile, a tratti drammatico, in cui la crisi sanitaria, peraltro non ancora terminata, ha generato ripercussioni economiche e sociali senza precedenti.

Sono migliaia le imprese in difficoltà, rallentate, o addirittura ferme, per quanto riguarda l’aspetto produttivo e disorientate dall’alterazione degli equilibri di domanda – offerta.

Nella fase più acuta dell’emergenza da COVID-19, l’obiettivo di FondItalia è stato quello di sostenere, con ancora maggiore forza, le imprese e i lavoratori, mettendo in campo misure straordinarie per promuovere la formazione, dall’incremento costante della dotazione economica iniziale dell’Avviso FEMI 2020.01, fino al raggiungimento di €12,5 milioni, alla possibilità di convertire, in via straordinaria e d’urgenza, le attività formative in presenza nella modalità di teleformazione, alla completa abolizione dell’apporto proprio relativo alle imprese che optino per aiuti di importanza minore, così da facilitare la formazione anche di dipendenti nella condizione di sospensione del rapporto lavorativo.

In questa fase così difficile, le imprese ci hanno seguito, non si sono fermate, continuando le attività di formazione già programmate e pianificando, con il supporto delle loro rappresentanze e in un’ottica di rete, le loro attività future.

Ora, quello che sta per iniziare, si profila come un anno ancora più complesso. Ma è proprio nei momenti di crisi che si possono ripensare i modelli produttivi e finanziari, investendo certamente in beni, ma anche e soprattutto sul capitale umano.

L’avvento della pandemia ha cambiato le nostre abitudini di consumo, il nostro modo di lavorare e sta spingendo anche le micro e piccole imprese a trasformarsi e a valutare canali alternativi di vendita e di distribuzione dei beni/prodotti/servizi.

Le misure di distanziamento fisico e il protrarsi dell’emergenza sanitaria spingono alla digitalizzazione anche gli imprenditori più riluttanti che sono ormai consapevoli della necessità di nuove competenze in tal senso. Con questo stanziamento, FondItalia è pronta a supportare il cambiamento delle imprese, anche piccole e micro.

Anche per il 2021, FondItalia ha messo in campo nuove misure per favorire la ripresa delle imprese, con particolare attenzione proprio alla necessità di incrementare nuove competenze nei lavoratori per traghettare le imprese verso scenari di ammodernamento e conversioni organizzative e produttive.

Il Fondo intende, infatti, sostenere tutte quelle attività di formazione volte all’aggiornamento e al mantenimento delle competenze, all’adozione di nuovi modelli di gestione aziendale, allo sviluppo delle abilità personali, all’introduzione di elementi di innovazione tecnologica, all’incremento della conoscenza del contesto lavorativo e delle competenze linguistiche, al supporto all’internazionalizzazione e a un’evoluzione delle competenze in chiave green economy.

A tale scopo, il Fondo ha già pubblicato il Nuovo Avviso FEMI 2021.01, con una dotazione economica iniziale di 6 milioni di euro, che ha la particolarità, aderendo all’Asse FNC, di consentire l’accesso al Programma operativo nazionale sistemi di politiche attive per l’occupazione e al Fondo Nuove Competenze, in conformità all’Avviso pubblico ANPAL. UGL e FederTerziario, le Parti Sociali che promuovono il Fondo, hanno voluto cogliere l’opportunità della misura, favorendo l’accesso immediato al Fondo Nuove Competenze da parte anche delle micro e piccole imprese, di solito prive al loro interno di esperienza in ambito di contrattazione aziendale.

FondItalia, dal canto suo, intende adoperarsi più che mai per offrire una adeguata assistenza alle imprese affinché realizzino una formazione realmente capace di sostenere l’occupabilità dei lavoratori a fronte dell’introduzione di innovazioni organizzative, tecnologiche, di processo e di prodotto in azienda.

Siamo convinti, ancora con più forza, che la formazione dei lavoratori può, ancora una volta, fare la differenza, e rappresentare un elemento irrinunciabile per la ripartenza del sistema produttivo del Paese.

L’invito che rivolgiamo ancora una volta alle imprese, ed ai loro rappresentanti, è di continuare a seguirci ancora, con fiducia, e a non fermarsi e ad impegnarci tutti per regalarci una fase di vera rinascita.

Concludo rivolgendo a tutti Voi, a nome mio e di tutto il Consiglio di amministrazione del Fondo, i nostri più calorosi auguri di buone feste.

Francesco Franco
Presidente FondItalia