Innovation Training Summit 2025 di Roma, gli interventi di FondItalia

In un contesto in rapida trasformazione, dove l’innovazione e l’intelligenza artificiale ridefiniscono le regole del lavoro, l’Innovation Training Summit 2025, tenutosi il 3 e 4 aprile all’Auditorium della Tecnica di Roma, ha offerto uno spazio di confronto tra istituzioni, imprese e professionisti della formazione.

L’evento, organizzato da EFI Italia e di cui FondItalia è stato main sponsor, ha sottolineato l’urgenza di ripensare i modelli di sviluppo delle competenze in Italia.

Nel corso della prima giornata, FondItalia ha partecipato a due panel focalizzati sull’importanza dei Fondi interprofessionali nel sistema delle politiche attive, portando il contributo di Nicola Patrizi, presidente di FederTerziario (parte datoriale del Fondo), e del direttore di FondItalia Egidio Sangue.

Nel suo intervento, Patrizi ha evidenziato alcune delle criticità strutturali che ostacolano la crescita della formazione continua nel Paese: «Uno dei principali ostacoli allo sviluppo della formazione continua in Italia è la frammentazione del nostro tessuto imprenditoriale, composto in larga parte da piccole e micro imprese» ha dichiarato Patrizi. «A ciò si aggiungono le complicazioni legate alla normativa sugli aiuti di Stato e la complessità del sistema amministrativo, che spesso scoraggia gli investimenti nella formazione. I Fondi interprofessionali rappresentano uno strumento unico, in quanto riuniscono al loro interno la rappresentanza sia delle imprese che dei lavoratori. In quest’ottica, FondItalia propone da tempo di estendere i percorsi di formazione continua anche ai datori di lavoro, con particolare attenzione proprio alle realtà più piccole».

Sul fronte della certificazione competenze, Sangue ha posto l’accento su C+, la piattaforma sviluppata da FondItalia per supportare i lavoratori nella validazione delle skill acquisite lungo il loro percorso professionale:

«Oggi è fondamentale dare valore alle competenze maturate nel corso della vita lavorativa» ha sottolineato Sangue. «Per questo FondItalia ha realizzato C+, una piattaforma che accompagna i lavoratori in un percorso strutturato di certificazione delle competenze, rendendo visibile e riconosciuto ciò che si è appreso anche al di fuori dei percorsi formali. È un primo passo verso la creazione di una grande banca dati nazionale delle competenze: considerando che i Fondi finanziano ogni anno la formazione di oltre un milione di lavoratori, possiamo costruire una base solida per rendere più efficiente l’incontro tra domanda e offerta di lavoro».

La due giorni romana ha ribadito come l’innovazione non possa prescindere da un investimento massiccio in formazione, mettendo al centro le persone e le loro competenze come leva strategica per la competitività del sistema produttivo.