Innovazione tecnologica e transizione green: la sfida delle competenze per imprese e lavoratori

La crescita dell’innovazione tecnologica e ambientale sta ridisegnando in profondità i modelli produttivi e, con essi, il mercato del lavoro. L’AI è qui a dimostrarcelo ogni giorno. Ma anche l’evoluzione dell’attività brevettuale rappresenta un importante indicatore per leggere le traiettorie dello sviluppo industriale e tecnologico.

Negli ultimi anni, l’attività brevettuale europea ha mostrato un’evoluzione significativa, trainata in particolare dallo sviluppo delle tecnologie digitali e delle soluzioni per la transizione energetica e ambientale, temi da tempo al centro della proposta formativa finanziata da FondItalia. 

I dati dell’European Patent Office confermano come la domanda di brevetti si mantenga su livelli elevati, segnalando una fase di dinamismo innovativo che coinvolge in modo trasversale diversi settori industriali e tecnologici. In questo contesto si inserisce il posizionamento dell’Italia nel panorama europeo dell’innovazione.

Secondo l’analisi di Unioncamere sull’innovazione in termini di proprietà intellettuale dei soggetti italiani, basata sui dati dell’European Patent Office (EPO), l’Italia si colloca tra i principali Paesi europei per numero di domande di brevetto, pur mostrando ancora margini di crescita in alcuni ambiti tecnologici avanzati.

Il quadro evidenzia quindi un sistema produttivo capace di generare innovazione, ma che deve ancora rafforzare la propria presenza nei settori tecnologici a più alto tasso di sviluppo, come alcune applicazioni avanzate dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali emergenti. Allo stesso tempo, l’innovazione italiana si caratterizza per una forte componente territoriale e per il ruolo centrale del tessuto delle piccole e medie imprese, che contribuiscono in modo significativo alla diffusione tecnologica.

L’evoluzione dei sistemi produttivi incide direttamente anche sulla domanda di competenze. La diffusione di tecnologie digitali avanzate, l’introduzione di modelli produttivi sostenibili e l’accelerazione dei processi di transizione energetica stanno trasformando il fabbisogno professionale delle imprese, determinando una crescente richiesta di competenze tecniche, digitali e interdisciplinari.

«In questo scenario – commenta Egidio Sangue, Direttore di FondItalia – la formazione continua assume un ruolo sempre più strategico. La velocità con cui evolvono tecnologie e modelli organizzativi rende infatti sempre meno sufficiente la sola formazione iniziale, mentre diventa essenziale la possibilità di aggiornare competenze e professionalità lungo tutto l’arco della vita lavorativa. L’aggiornamento professionale – prosegue Sangue – rappresenta quindi uno strumento fondamentale per sostenere la competitività delle imprese e l’occupabilità dei lavoratori, facilitando l’adozione delle innovazioni e la gestione delle transizioni tecnologiche e ambientali».

Particolarmente rilevante risulta il ruolo delle piccole e medie imprese, che costituiscono una componente essenziale del sistema innovativo europeo e contribuiscono alla diffusione capillare dell’innovazione nei territori. Le analisi dell’European Patent Office evidenziano come una quota significativa dell’attività brevettuale europea sia riconducibile a PMI e inventori individuali, confermando il valore strategico dell’innovazione diffusa nei sistemi economici europei.

La competizione tecnologica globale, trainata dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale, dalla transizione energetica e dalla digitalizzazione dei processi produttivi, rende sempre più centrale il tema delle competenze. E dunque la capacità di integrare ricerca, innovazione industriale e sistemi di formazione rappresenta uno dei principali fattori per sostenere la competitività economica nel medio e lungo periodo.