Navigare il domani: l’Intelligenza Artificiale tra orientamento, formazione e produttività

Sei milioni di lavoratori in meno nei prossimi dieci anni, metà delle mansioni potenzialmente sostituibili dall’Intelligenza Artificiale e un sistema produttivo che fatica a tenere il passo. È da questi dati che si è acceso il dibattito al convegno “Navigare il domani: le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale per l’orientamento e la formazione”, organizzato da ExpoTraining, che si è tenuto giovedì 25 settembre nella suggestiva cornice della Sala Regina della Camera dei Deputati si è svolto giovedì 25 settembre. Un incontro che ha messo a confronto istituzioni, parti sociali e mondo delle imprese su un tema che non è più futuro, ma piena attualità: l’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) sui percorsi educativi e professionali e sulla competitività del sistema Paese.

Le sfide demografiche e produttive

Il dibattito si è aperto con l’intervento di Natale Forlani, presidente di Inapp, che ha lanciato un monito: «Nei prossimi 10 anni l’Italia perderà 6 milioni di lavoratori». Un dato che, oltre a fotografare il declino demografico, sottolinea la necessità di politiche attive e strumenti innovativi per garantire un adeguato ricambio generazionale e professionale.

Al convegno è intervenuto anche il Direttore di FondItalia Egidio Sangue, che ha evidenziato il nodo della produttività: «In Italia abbiamo un problema chiamato produttività. Oggi i lavoratori hanno in media 49 anni e la realtà è che non c’è un ricambio in vista. Questo significa che dobbiamo investire per aumentare le competenze dei lavoratori attuali. In questo l’AI può sicuramente essere utile, tuttavia c’è una sfida che dovremo affrontare: chi possiede gli algoritmi che fanno funzionare l’AI, di fatto possiede l’AI. E attualmente le AI sono americane o cinesi. Questo pone un problema geopolitico di non poco conto. Per questo è necessario costruire un’AI non dico italiana, ma europea».

Il tema della rapidità con cui l’AI sta trasformando il lavoro è stato al centro dell’intervento di Tommaso Sasso, presidente Manageritalia Lazio: «Vedo una fortissima sottovalutazione della velocità dei cambiamenti generati dall’AI. La verità è che oggi il 50% dei lavoratori è sostituibile dall’AI». Una provocazione che richiama l’urgenza di un’azione coordinata tra istituzioni, imprese e sistema formativo.

In questa prospettiva, Antonio Bonardo, Chief Public Affairs Officer di Gi Group Holding, ha proposto la creazione di un «tavolo permanente fra istituzioni, mondo del lavoro, mondo della formazione professionale, scuola, università e chi sta attualmente lavorando sull’AI per valutare gli impatti che questa nuova tecnologia può avere sul mondo del lavoro e indirizzare le azioni da mettere in campo».

Il convegno – che ha visto gli interventi anche di Orsola Razzolini (Presidente AFOL Metropolitana), Marco Accornero (Segretario Generale Unione Artigiani di Milano), Cesare Damiano (già Ministro del Lavoro, Presidente Associazione Lavoro & Welfare), Enrico Sorrentino (Medico ed esperto in PsicoNeuroEndocrinoImmunologia e stress), e Giuseppe Vivace (Direttore ECIPA CNA) – non si è limitato ad analizzare rischi e criticità, ma ha voluto porre al centro l’umanizzazione dei processi di orientamento e formazione. L’AI, infatti, può diventare uno strumento per valorizzare le persone, a condizione che sia adottata in modelli human-centered e human-in-the-loop: sistemi capaci di integrare le tecnologie con il ruolo insostituibile di docenti, formatori e recruiter, preservando dialogo, valutazione olistica e dignità dei lavoratori.

Il ruolo dei Fondi interprofessionali

In questo scenario, i Fondi interprofessionali possono giocare una partita decisiva. Attraverso il finanziamento di percorsi formativi mirati all’acquisizione di competenze sull’IA, la creazione di partenariati con università e centri di ricerca, e il sostegno a progetti di innovazione e digitalizzazione, i Fondi hanno l’opportunità di trasformarsi in veri e propri acceleratori della transizione tecnologica.

Per FondItalia, che da anni lavora soprattutto con micro, piccole e medie imprese, il tema è ancora più urgente: molte di queste realtà faticano a stare al passo con la trasformazione digitale e hanno bisogno di soggetti aggregatori che le accompagnino nell’adozione di soluzioni di Intelligenza Artificiale. È lo stesso spirito che ha guidato l’introduzione dei Conti di Rete solidaristici, ideati per favorire la cooperazione tra imprese e garantire accesso alla formazione anche a chi, da solo, non avrebbe le risorse per investire.