Societa 5.0

Quinta rivoluzione: da Industria 4.0 a Società 5.0 con principi base di humancentric e sostenibilità

L’Italia e l’Europa viaggiano su livelli di maturità per quando riguarda i principi fondamentali dell’Industria 4.0. Gli ultimi 18 mesi hanno dato uno slancio alla digitalizzazione delle aziende ed è ora di fare il passo successivo nel segno della continuità per arrivare a una trasformazione maggiore e approdare all’Industria 5.0 o meglio Società 5.0. L’Unione Europea spinge verso questo passaggio, forte di alcuni punti in comune: l’iterazione uomo-macchina, tecnologie di ispirazione biologica, analisi data, intelligenza artificiale ed efficienza energetica.

I punti cardine della Società 5.0

I prossimi passi del progresso si baseranno su questi obiettivi: humancentric, ponendo l’essere umano al cuore del processo produttivo, per cui la tecnologia deve essere al servizio del lavoratore, offrendo opportunità di crescita e formazione; sostenibilità, ovvero maggiore utilizzo di fonti rinnovabili, riutilizzo di energia e minori sprechi e quindi un’accurata gestione delle risorse a disposizione; infine la resilienza, intesa come necessità di sviluppare un livello di robustezza più elevato in ambito industriale.

Restano intoccabili i diritti di privacy, autonomia e dignità umana, adattando la tecnologia alle esigenze del lavoratore e non viceversa. Fari puntati sull’economia circolare e sull’efficienza energetica per un futuro più green all’interno delle aziende. Inoltre, proprio la pandemia ha imposto una maggiore digitalizzazione, ma anche a rivedere la collaborazione uomo-robot, trasformandola in una interazione virtuosa.

Leggi anche: Green, digitale e sicurezza: competenze trainanti nei prossimi anni

Al centro del processo di produzione deve esserci il miglioramento delle condizioni di vita e lavorative (impieghi più specializzati ma che favoriscano il lavoratore e non puntino ad eliminarlo) e quindi un significativo benessere per l’industria, l’individuo e la società. Dall’industria deve partire questa trasformazione digitale e green, perché essa stessa è il maggior contributore dell’economia europea sia in termini di introiti che di occupazione. L’industria ha rappresentato, infatti, negli ultimi 10 anni il 20% del Pil della Ue (solo il manifatturiero tocca il 14,5%).

Nuove tecnologie e posti di lavoro

L’utilizzo di nuove tecnologie non andrà ad intaccare il numero di posti di lavoro, ma renderà il luogo di impiego più sicuro e inclusivo, aumentando benessere e soddisfazione. I robot, ad esempio, potrebbero svolgere proprio quelle mansioni più pericolose e faticose per l’uomo, incrementando la sicurezza negli ambienti lavorativi.

Di conseguenza l’industria avrà dei vantaggi con le nuove tecnologie: in primis un risparmio energetico, poi eserciterà una maggiore attrazione dei talenti, e infine a lungo termine avrà più competitività e rilevanza in campo internazionale. Lo scopo della Società 5.0 sarà quello di sfruttare la capacità e l’intelligenza delle macchine per aumentare le produzioni, le collaborazioni con l’uomo e alzare la qualità dei propri prodotti. Inoltre, influenzerà il mondo del lavoro richiedendo lavoratori sempre più specializzati e formati, e andando a ridefinire alcune attività nel contesto industriale. Il processo di trasformazione verso una Società 5.0 è già cominciato!

Leggi anche: Il futuro delle Pmi italiane passa per la digitalizzazione