Rapporto FondItalia 2024: in Puglia oltre 25 milioni di euro di contributi erogati per la formazione continua

Nei 15 anni di attività di Fondi Interprofessionali, la Puglia si è dimostrata la regione italiana dove l’attenzione alla formazione continua dei lavoratori è stata intrapresa dalle aziende del territorio con maggiore tenacia e convinzione. Sono, infatti, oltre 230mila i lavoratori pugliesi che dal 2010 hanno aderito a FondItalia per un totale di 54.898 imprese. In percentuali, il 27% dei lavoratori e il 37% delle aziende aderenti a FondItalia si trovano in Puglia. I dati sono emersi dall’edizione 2024 del Rapporto FondItalia e che è stato presentato giovedì 9 maggio 2024 al Centro Congressi della Nuova Fiera del Levante di Bari, prima tappa di un roadshow che toccherà anche le città di Milano (29 maggio), Torino (30 maggio), Palermo (20 giugno), Napoli (4 luglio) e Roma (3 ottobre). 

Ad aprire i lavori sono stati Stefano Romanazzi, Segretario FederTerziario Puglia, e Antonio Caprio, Segretario Provinciale UGL Bari. È stata poi la volta di Gaetano Frulli, presidente della Nuova Fiera del Levante, che ha sottolineato l’importanza di incentivare chi «promuove la formazione delle competenze, perché, al di là del capitale economico di un’impresa, ci sono le persone che possono fare la differenza nella competizione globale». 

A salutare i presenti in sala anche Alessandro delli Noci, assessore allo Sviluppo economico, Competitività, Attività economiche e Consumatori della Regione Puglia, che ha ricordato quanto «i dati positivi dell’economia pugliese sono anche merito delle imprese che hanno investito sul tema delle competenze. La nostra Regione – ha continuato – cresce perché ha generato un ecosistema assolutamente attrattivo, interessante anche rispetto ad altre parti d’Italia. Bisogna continuare a lavorare, soprattutto su un tema delicato come quello del disallineamento tra le competenze richieste dalle imprese e presenti sul mercato, puntando in particolare sulla formazione specialistica. La Puglia è stata attrattiva perché anzitempo ha investito sul tema dell’innovazione digitale. Nei prossimi anni, la sfida sarà quella dell’intelligenza artificiale – senza dimenticare sostenibilità, transizione energetica ed economia circolare – da affrontare con un reskilling delle competenze».

«Il nostro biennale appuntamento con la presentazione del Rapporto -ha detto Francesco Franco, presidente di FondItalia- vuole significare un’occasione per animare e rinvigorire il dialogo sul territorio con le imprese che credono nella formazione dei propri dipendenti come volano per la crescita della propria organizzazione nell’attuale mercato del lavoro. Il roadshow in programma per la presentazione del Rapporto 2024 parte proprio da Bari, il capoluogo pugliese, dove trovano sede il 37% delle imprese aderenti al Fondo e oltre il 27% dei lavoratori. La Puglia, fin dal 2009 anno di istituzione dei Fondi Interprofessionali, si è sempre dimostrata attenta e partecipe alla formazione continua dei lavoratori, sfatando il mito tutto nostrano che siano le regioni del Nord del Paese le più meticolose promotrici di una costante professionalizzazione dell’economia e del lavoro».

Nel dettaglio, il 93% delle imprese pugliesi che hanno aderito a FondItalia sono “microimprese”, ossia con meno di nove dipendenti (per un totale di oltre 150mila lavoratori) mentre il 6% sono piccole imprese con un numero di dipendenti compresi tra le 10 e le 49 unità professionali (per un totale di oltre 61mila dipendenti). La provincia più rappresentata è quella di Bari con il 46% delle imprese e il 49% dei lavoratori, seguite da quella di Lecce (18% di imprese e 17% di lavoratori) e da quella di Barletta/Andria/Trani (12% di imprese e sempre 12% di lavoratori). Dal 2010, anno di inizio dell’attività dei Fondi inteprofessionali, le aziende pugliesi hanno beneficiato di quasi 27 milioni di euro per l’erogazione di progetti in formazione. Anche in questo frangente, la provincia che ha beneficiato di più dei contributi è stata quella di Bari (per il 55%), seguita da quella di Lecce (20%) e dalla Bat con il 14%.

«Il 50% delle micro e piccole imprese aderenti a FondItalia viene coinvolta in attività formativa – ha sottolineato il Direttore del Fondo Egidio Sangue -. Un dato che ci inorgoglisce e che ci rende ottimisti sulla capacità delle imprese, soprattutto piccole e micro, di valorizzare il capitale umano a disposizione. Il calo demografico che stiamo vivendo aggraverà nel futuro prossimo la già preoccupante scarsità di forza lavoro nel nostro paese. Per questo – prosegue Sangue – è necessario un impegno serio e strutturato sull’aggiornamento delle competenze dei lavoratori, per riqualificare il capitale umano e non disperdere capacità. E questo vale anche non soltanto per i dipendenti ma anche per i datori di lavoro. Ormai da qualche tempo fra le proposte di FondItalia c’è quella di inserire nei percorsi di formazione finanziata anche gli imprenditori, perché sono loro che guidano le aziende e i lavoratori e come tali devono poter essere costantemente aggiornati. Presentare il Rapporto 2024 sui territori – conclude il Direttore di FondItalia – è per noi un’enorme opportunità per cogliere più da vicino le esigenze e le particolarità dei tessuti produttivi locali in modo da comprendere quali possono essere i migliori strumenti da mettere a disposizioni delle imprese».

Il convegno – organizzato in collaborazione con UGL e FederTerziario – è stato ospitato da FederTerziario Puglia. Alla tavola rotonda che si è sviluppata sui temi della formazione professionale e delle competenze, hanno partecipato Vincenzo Abbrescia (Segretario Confederale UGL), Dario Montanaro (Presidente ANCL), Egidio Sangue (Direttore FondItalia), Emanuela D’Aversa (Responsabile delle Relazioni industriali di FederTerziario).