Le professioni del futuro secondo il World Manufacturing Forum

Le sei figure professionali del futuro e le competenze 4.0 secondo il World Manufacturing Forum

Qual è il lavoro del futuro? Potrebbe sembrare una domanda da un milione di dollari, eppure il World Manufacturing Forum (l’evento organizzato a fine settembre da Confindustria Lombardia, IMS, Politecnico di Milano, con il sostegno della Regione Lombardia) ha già provato a dare una risposta. Facendo un’analisi ben strutturata, il WMF si è concentrato sulle competenze 4.0 e su quello che il mondo potrà offrire in campo professionale ai giovani di oggi e di domani.

Le professioni del futuro secondo il World Manufacturing Forum

Entro il 2030, un futuro quindi non molto distante da oggi, le sei figure professionali vincenti saranno: manager dell’etica digitale, ingegnere 4.0 in versione lean, esperto di big data, esperto nella robotica collaborativa, IT integration manager e consulente digitale. Professioni che prenderanno il posto di lavoro molto più manuali, ma per le quali servirà formare il personale.

L’investimento più importante sarà quindi sulla formazione e il know-how, dando a tutti la possibilità di sviluppare abilità ritenute fondamentali per questi tipi di lavori. Oltre a una generale preparazione digitale e alla capacità di risolvere situazione complesse, sarà importante imparare nuove tecnologie e credere nel lavoro di squadra.

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La formazione continua per le competenze 4.0

L’accelerazione tecnologica pone come primo obiettivo per ogni azienda la possibilità di dover aggiornare il proprio personale in maniera continua per evitare che ogni lavoratore si ritrovi ad avere una serie di conoscenze troppo obsolete rispetto al momento che vive.

Tra le 10 competenze del futuro, il WMF inserisce:

  • alfabetizzazione digitale
  • capacità di utilizzare e progettare nuove soluzioni di analisi dei dati
  • risoluzione di problemi in ​​tempi rapidi
  • forte mentalità imprenditoriale
  • capacità di lavorare in modo sicuro ed efficace con le nuove tecnologie
  • mentalità interculturale e disciplinare
  • sicurezza informatica, privacy e consapevolezza dei dati/informazioni
  • capacità di gestire la crescente complessità di molteplici compiti simultanei
  • competenze di comunicazione attraverso diverse piattaforme e tecnologie
  • apertura mentale verso il cambiamento e capacità di trasferire le proprie conoscenze.

«Nel mezzo della quarta rivoluzione industriale – ha sottolineato il presidente della Fondazione WMF Alberto Ribolla – per completare il cambiamento focalizzato sulle persone, dobbiamo governare il percorso garantendo la compatibilità tra tre fattori fondamentali per il futuro delle nostre società: economico, sociale e ambientale. Non c’è vera prosperità se gli indicatori economici crescono a spese dell’ambiente, delle risorse naturali e dei territori. E non c’è futuro se l’industria non inizia a condividere la prosperità all’interno delle nostre società in modo non dogmatico».

Ad aiutare, inoltre, le piccole e medie aziende a diventare più digitali è da poco nato anche il servizio di “Digital Mentoring”. Un network di professionisti, manager e imprenditori che hanno competenze nel campo delle tecnologie impresa 4.0, e le mettono a disposizione delle società per indirizzarle verso la digitalizzazione 4.0.

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