Transizione digitale e green economy al centro delle competenze richieste per le imprese del Sud

Il Rapporto 2022 sullo stato dell’economia meridionale pubblicato dalla Svimez evidenzia la necessità per le imprese del Sud Italia di investire nello sviluppo di competenze utili per operare nel quadro della transizione digitale ed ecologica.  

Nel 2021 l’industria meridionale ha mostrato una minore capacità di recupero rispetto al resto del Paese, registrando una crescita dell’8% che lascia ancora aperto un gap di circa due punti percentuali rispetto ai livelli pre-pandemici. Questa difficoltà di recupero è riconducibile a criticità strutturali da lungo tempo insolute (carenze dimensionali e di composizione), ma anche ad una minore capacità di innovazione e di apertura ai mercati internazionali.

Sotto il profilo dell’innovazione, il rapporto ricorda come negli ultimi venti anni il sistema produttivo italiano si sia contraddistinto per una forte stasi nella dinamica della produttività, che è risultata particolarmente accentuato nel Mezzogiorno, dove l’economia è stata trainata dal terziario tradizionale (ristorazione, commercio al dettaglio, servizi alberghieri).

Al fine di dare impulso alla crescita dell’Italia meridionale, il Rapporto Svimez invita ad investire nella transizione digitale ed ecologica. Ambiti che si trovano anche al centro del Piano Nazione di Ripresa e Resilienza (PNRR). 

Transizione digitalex

La transizione digitale è al centro di tutte le sfide globali dei prossimi decenni (dalla transizione energetica e ambientale alla capacità di riorientarsi all’interno delle Catene Globali del Valore).

A livello di impresa, le attività di digitalizzazione sono alla base di ogni processo di innovazione suscettibile di incrementare la competitività aziendale.  

Già in base ai dati diffusi dall’ISTAT nel primo Censimento permanente delle imprese 2019, il processo di digitalizzazione presso le imprese appare meno pervasivo al Sud.
Il censimento evidenzia come i dipendenti delle imprese attive in processi di transizione tecnologico-digitale siano perlopiù impiegati in unità che operano nel Nord-Ovest (40,8%) e nel Nord-Est (26,6%), mentre uno su cinque lavora nel Centro (20,6%) e poco più di uno su dieci nel Mezzogiorno (12,0%).
Inoltre, si tratta di un processo che coinvolge meno le donne e i giovani tra i 15 e i 29 anni.

DIPENDENTI NELLE IMPRESE PER LIVELLO DI TRANSIZIONE TECNOLOGICO-DIGITALE PER CARATTERISTICHE DI LAVORATORI, SEDE DI LAVORO E TIPOLOGIA DEL RAPPORTO DI LAVORO. ANNO 2018 (VALORE %)