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Una primavera di rinascita per i contratti di lavoro

È una primavera di ottimismo: le previsioni del trimestre marzo-maggio del 2021 fanno registrare una impennata dei contratti pari a 59mila in più rispetto a quanto registrato nel 2020. I dati nello specifico indicano in 292mila i contratti previsti nel solo mese di marzo e ben 923mila nel trimestre marzo-maggio. Le stime parlano di -300mila posti di lavoro da marzo 2020 a febbraio 2021, ma da metà giugno 2020 ad oggi il divario è stato dimezzato. Siamo ancora lontani dai livelli del 2019 (-88mila), ma sono dati positivi che fanno ben sperare.

I settori in ritardo e quelli in crescita

A registrare un ritardo sono i settori del terziario (-79mila assunzioni) e del turismo (-50mila entrate programmate), mentre sono in crescita i comparti delle costruzioni e dell’Ict (tecnologie dell’informazione e della comunicazione). I dati emergono dal Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

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In ripresa anche il lavoro nell’industria metallurgica, meccatronica, farmaceutica e della moda, grazie alla spinta delle richieste che arrivano dai mercati esteri. Per i settori industriali si prevedono 110mila entrate, un +39mila rispetto a un anno fa. Segnali positivi arrivano anche dalla filiera alimentare e dal comparto dei trasporti, lanciato dal boom dell’e-commerce.

Tra le figure più richieste ci sono gli operai specializzati (59mila) e di macchinari (47mila), con un +22mila richieste per le professioni che richiedono una specializzazione elevata.

Un’Italia divisa in due

A soffrire è soprattutto il sud Italia, dove si vive in special modo di turismo e dei diversi settori ad esso legati (strutture alberghiere, ristoranti, negozi di souvenir, stabilimenti ecc.). Il comparto turistico è il più colpito dalla crisi portata dalla pandemia, stenta tuttora a ripartire e si prevedono ancora mesi difficili, con una ripresa lenta. In crescita, invece, le regioni del Nord Ovest e del Nord Est.

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