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XXIII Rapporto INAPP: la Formazione continua in Italia tra ripresa e disuguaglianze

Nei giorni scorsi è stato presentato il XXIII Rapporto sulla Formazione Continua dell’INAPP: il documento fornisce un’analisi approfondita delle dinamiche della formazione per adulti e della forza lavoro in Italia durante il biennio 2021-2022. Questo periodo, segnato dalla ripresa post-pandemica e dall’implementazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha visto un rinnovato focus sulla formazione continua come strumento cruciale per la competitività e l’inclusione sociale.
Fra il 2020 e il 2022 c’è stata un’evoluzione altalenante nel tasso di partecipazione degli adulti (25-64 anni) alle attività di istruzione e formazione. Dopo il crollo del 2020, dovuto agli effetti devastanti della pandemia, è seguita una ripresa vigorosa, seguita da un assestamento nel 2022. Quest’ultimo anno ha visto il tasso di partecipazione stabilizzarsi al 9,6%, con una lieve flessione rispetto al 2021 (-0,3%), ma un notevole incremento rispetto al 2020 (+2,4%). Tuttavia, nonostante questa crescita, l’Italia continua a distaccarsi dalla media europea, con un divario che si è ampliato ulteriormente, superando i due punti percentuali rispetto al dato medio europeo del 11,9%. Questo rallentamento nella crescita, pari a un incremento di poco più di tre punti percentuali in quindici anni, ha portato l’Italia a scivolare dalla sedicesima alla diciannovesima posizione nel contesto europeo.
Il rapporto evidenzia che la principale causa di questo divario è l’accesso limitato alle opportunità formative per i gruppi vulnerabili, in particolare per gli adulti con basso livello di istruzione o qualificazione professionale. La disparità è palpabile: nel 2022, i laureati partecipano alla formazione continua con un tasso del 22,2%, mentre i diplomati solo al 9,9%, e il tasso scende al 2,5% per coloro che hanno livelli di istruzione inferiori. Questi dati riflettono una persistente disuguaglianza che contribuisce ad ampliare il gap tra i diversi livelli di istruzione e le condizioni professionali.
Il Rapporto INAPP analizza anche l’andamento dei Fondi Paritetici Interprofessionali per la formazione continua. Sebbene il numero di adesioni sia in crescita, con oltre 760 aziende coinvolte e più di 10 milioni di lavoratori coperti, emergono segnali di assestamento interno tra i Fondi, con tendenze contrastanti. I settori più difficili da attrarre, come quello agricolo e le micro imprese, continuano a rappresentare sfide significative.
Nel 2021, sono stati approvati 44.289 piani formativi, con una prevalenza di quelli finanziati attraverso Conti aziendali (23.447) rispetto a quelli finanziati tramite Avvisi pubblici (20.842). Le aziende coinvolte sono oltre 76.000 e i lavoratori destinatari degli interventi ammontano a 1.714.775. Le finalità principali dei piani restano orientate alla competitività d’impresa e alla manutenzione delle competenze, con una crescente prevalenza di queste ultime.
